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Complicazioni provocate dall'oncoterapia:
La cistite emorragica (HC)

 

La cistite emorragica è un nome collettivo per le condizioni in cui la vescica è infiammata e la sua mucosa sanguina. Molti esperti etichettano con il nome “cistite” condizioni diverse in cui l'infezione batterica non è presente perché i fenotipi di queste condizioni sono simili o identici. L'emorragia può essere microscopica (grado 1), visibile (grado 2), visibile con piccoli coaguli (grado 3) o grumi abbastanza grandi che bloccano il flusso delle urine (grado 4).[1] I sintomi più comuni, oltre al sanguinamento, sono: l’aumento della frequenza e dell'urgenza della minzione, nicturia, dolore (specialmente durante la minzione) e la perdita del controllo della vescica. Le infezioni accadono spesso anche come complicazioni.

sintomi emorragici, ma la maggior parte dei pazienti reagisce al trattamento antibatterico; pertanto, queste infezioni raramente provocano HC cronica e/o ricorrente. Certi composti utilizzati nel settore dell'industria (ad esempio anilina e toluidina) possono pure causare HC. Questa condizione generalmente sparisce una volta che il paziente non è più esposto alla tossina.[2] Un paio di virus possono causare HC; ciò nonostante, la condizione si sviluppa principalmente in età molto giovane (nel qual caso scompare in un paio di giorni) o se il sistema immunitario del paziente è seriamente compromesso, ad es. dopo un trapianto di midollo osseo o renale.[3]

Comunque, le due situazioni più comuni in cui emerge la cistite emorragica sono associate a metodi di oncoterapia ampiamente utilizzati. Queste condizioni possono svilupparsi dopo la chemioterapia o la radioterapia. Perciò, sono spesso chiamate rispettivamente cistite chemioterapica e cistite da radiazioni. Occorre ricordare che la definizione di cistite emorragica è generica e ci sono differenze tra autori e paesi; diverse malattie sono etichettate come HC indipendentemente dalla loro causa. In questo documento, per questo concetto, si dovrebbero intendere le ultime due condizioni post cancro.

Certi farmaci chemioterapici, in particolare i composti di ossazafosforina, come la ciclofosfamide e l'ifosfamide causano HC con maggiore frequenza. Questi farmaci sono ampiamente utilizzati in diversi protocolli chemioterapici, compreso il trattamento dei tumori solidi e linfomi.[4],[5]

É opportuno sottolineare che considerando i 10 tumori più comuni [6] negli Stati Uniti, la ciclofosfamide e/o l'ifosfamide possono essere somministrate per le seguenti condizioni (la frequenza è indicata tra parentesi) cancro al seno (1°), cancro ai polmoni (2°), cancro della vescica (6°), linfoma non Hodgkin (7°), leucemia (10°). Per quanto riguarda la leucemia, c'è una probabilità del 30% di sviluppare la cistite come effetto collaterale.[7] Inoltre, questi non sono gli unici farmaci chemioterapici che possono provocare la cistite emorragica.

 

I dati relativi all'incidenza della HC tra i pazienti trattati con questi farmaci sono controversi; si afferma che l’insorgenza è tra il 7 e il 53%, circa lo 0,6-15% dei pazienti è affetto da emorragie gravi.[8] In effetti, durante il trattamento del cancro, l'effetto tossico che il farmaco esprime nel la vescica limita spesso il dosaggio. Dopo la radioterapia dell'area pelvica l'incidenza della cistite da radiazioni è dell'11-20%.[9]

 

In caso della ciclofosfamide e l’ifosfamide i sintomi generalmente si osservano dopo la somministrazione della prima dose e durano 4-5 giorni.[10] D'altra parte, certi altri composti, come ad. es. il busulfano, possono provocare la cistite da chemioterapia anni dopo l'esposizione [11] e l'effetto negativo di una radioterapia che si presenta in forma della cistite da radioterapia può manifestarsi addirittura 10 o 20 anni dopo.[12]

della prevenzione. I metodi più comunemente usati sono l'iperidratazione, l'irrigazione continua della vescica utilizzando una soluzione salina, con o senza alcalinizzazione, l'ossigenoterapia iperbarica, la somministrazione di mesna (un composto sulfidrilico) o l’ialuronato di sodio intravescicale per la ricostituzione dello strato di GAG).[13],[14],[15],[16] Nonostante, i dati relativi alla loro efficacia sono controversi.

Secondo la maggior parte delle linee guida, una volta che la condizione è stata diagnosticata, il trattamento suggerito dipende in gran parte dalla gravità dello stato (ad es. [17],[18]). In tutti i casi, la stabilità emodinamica deve essere mantenuta, il che rende spesso necessaria la trasfusione di sangue.

In condizioni lievi, l'idratazione, i diuretici per via endovenosa, gli antidolorifici e i farmaci anticolinergici della vescica possono risultare sufficienti. La continua irrigazione vescicale è anche considerata efficace.

Nei casi più gravi, oltre agli altri metodi, viene spesso applicato il trattamento intravescicale. La terapia della cistite da chemioterapia di solito dura alcuni giorni, mentre per la cistite da radioterapia sei mesi o anche di più.[19] Esistono diversi principi attivi che sono conosciuti per prevenire l'emorragia. L'acido aminocaproico (che è simile alla lisina) inibisce l'attivazione del plasminogeno, che promuove la coagulazione del sangue.[20] L'allume (solfato di alluminio e ammonio o solfato di alluminio e potassio) provoca la precipitazione delle proteine e diminuisce la permeabilità capillare.[21] Il nitrato d'argento provoca una coagulazione chimica [22]. La formalina, che è un’agente altamente tossica, viene utilizzata solo se il paziente non ha reagito ad altri trattamenti; secondo alcune linee guida, prima dovrebbe essere eseguita la folgorazione delle aree colpite.

 

Negli ultimi anni, i terapeuti hanno iniziato a concentrarsi anche sulla ricostituzione dello strato di GAG. L’acido ialuronico, il solfato di condroitina e il polisolfato di pentosano sodico sono già stati utilizzati nella terapia dell'HC.[23],[24],[25]. Le prostaglandine e gli estrogeni sono pure stati somministrati, ma i risultati sono comunque controversi [26], [27],[28].

L'amministrazione di principi attivi con l’UroDapter per ricostituire lo strato di GAG è un metodo efficace senza dubbio, indipendentemente dall'indicazione stessa.

[1] https://www.healthline.com/health/hemorrhagic-cystitis

[2] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/628051/

[3] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18519018/

[4] http://chemocare.com/chemotherapy/drug-info/cyclophosphamide.aspx

[5] http://chemocare.com/chemotherapy/drug-info/ifosfamide.aspx

[6] https://www.healthline.com/health/most-common-cancers

[7] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2643320/

[8] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2938536/

[9] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31201826

[10] https://www.uptodate.com/contents/hemorrhagic-cystitis-in-cancer-patients

[11] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=6576177

[12] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=2403595

[13] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8315426/

[14] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8501819/

[15] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1941060/

[16] https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/2051415813512647#

[17] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2938536/

[18] https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/2051415813512647#

[19] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK470594/

[20] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1523745/

[21] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3676666/

[22] https://www.uptodate.com/contents/hemorrhagic-cystitis-in-cancer-patients/abstract/102

[23] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20562794

[24] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18751498

[25] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=15476520

[26] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7801847?dopt=Abstract

[27] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=2162975

[28] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=28286609

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